Tribunale di Genova
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ANGOLO DEL LEGALE

Ordinanza Tribunale di Genova 09.12.2016, modificata in data 06.03.2017


Il Tribunale di Genova, in composizione monocratica, ha affermato che nel calcolo del TAEG del contratto deve essere inclusa anche la polizza a garanzia del regolare pagamento delle rate del muto, anche se non obbligatoria.
In un primo momento ciò non era stato ammesso, però, successivamente,  l’istanza con la quale la difesa della cliente della Banca stata accolta.
L’istanza accolta da Giudice si fonda sulle Istruzioni della Banca d’Italia che, in un chiarimento fornito nel 2010, affermano che tutte le garanzia del credito, anche se accessorie, devono essere incluse nel calcolo del TAEG del contratto di mutuo.


La decisione appare molto rilevante, a prescindere dall’accertamento dell’usurarità del mutuo anche sotto il profilo della violazione dell’art. 117 T.U.B. dal momento che la Banca non ha tenuto conto del costo relativo alla polizza accessoria, nel TAEG indicato  nel contratto. Il Tribunale di Genova, con la decisione in commento ha, pertanto, accolto l’orientamento della Corte Appello di Milano che precedentemente aveva affermato:” …La disposizione di cui all'articolo 644 c.p. prevede che nella determinazione del tasso di interesse usurario debba tenersi conto di tutte le spese collegate alla erogazione del credito, per cui non vi sono dubbi che il costo della polizza assicurativa sia connesso all'erogazione del credito qualora la stipulazione della polizza sia contestuale alla erogazione del finanziamento, con la precisazione che, a tal fine, non ha rilievo la circostanza che la polizza venga contratta per autonoma scelta del soggetto finanziato, in quanto il dettato normativo non fa alcuna distinzione tra l'ipotesi in cui la polizza si obbligatoria è quella in cui sia, invece, facoltativa.” (cfr. Corte d’appello di Milano 14.03.2014, in ilcaso.it, Giurisprudenza, 10220).


La conclusione a cui pervengono i due Giudici è identica; la differenza  nei motivi: la decisione del Tribunale di Genova, come detto,  è fondata sulle istruzioni della Banca d’Italia mentre quella del Giudice meneghino sulla base dell’interpretazione letterale dell’art. 644 c.p.

 

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